
Stasera ho fatto un esperimento. Giorni fa ho comperato un prodotto che mi aveva suggerito
Gipi.
Ammannitura. Si usa per preparare tavole da dipingere. Normalmente ad olio o ad acrilico. Ieri sera tutto fiducioso, metto il vasetto a bagnomaria e secondo quanto previsto dalle istruzioni dopo un po’ di tempo si sarebbe ottenuto un liquido denso da poter pennellare sulla tavola. L’intento era, una volta asciutto, di provare a darci sopra l’acquerello. Passato un certo tempo l’aspetto era a dir poco sconsolante. Grumi informi, invece di liquido. Mi sono messo a impastare come una fattucchiera, ma niente da fare. Grumi ancora, un po’ più piccoli, ma sempre grumi !! Allora li prendo con le mani e comincio a spanderli sulla tavola. Ero incazzato, pensavo a come dare in testa il barattolo al venditore del negozio di belle arti dove lo avevo comperato, ma qualcosa volevo salvare. Dopo qualche minuto, completamente impiastricciato, lascio perdere il lavoro di spandimento, con la tavola in parte preparata con un piccolo strato di ammannitura che ho lasciato ad asciugare.
Ma ritorniamo a stasera. Mi dico, comunque voglio provare. Prendo l’acquerello e comincio a spanderlo sullo strato di ammannitura. Non tiene nulla. Va dove vuole, si spande intorno con forme da geometria frattale. Sono sconsolato.
Poi come in una magia, guardo meglio le figure. C’è qualcosa che assomiglia ad una donna che balla, un accenno di incarnato, il volto incorniciato da scuri capelli. Mi guarda, o a me così sembra. Vuole essere? Allora io provo a tirar giù un’altra figura. Un compagno per la sua danza, che accenna ad un volo, ad un roteare, mentre lei fa un passo tenendosi la veste per non inciampare.
Mi fermo con l’acquerello ora. Mi rendo conto che qualunque cosa farò ancora sarà un disastro.
Allora prendo le cere e la matita. Accenno ad una piccola bocca, per dare alla donna un sorriso. Poi qualche tratto al vestito, alle gambe. Ed ancora verso di lui a sottolineare questa danza davanti alla donna. D’improvviso sono lì, per me. Sono vivi. Sento la musica che li fa danzare, i passi, il respiro.
Acquerello, cere e matita su legno trattato con ammannitura
Gennaio 2007