
L'ultimo libro del collettivo "Wu Ming", precedentemente noto con il nome d'arte di Luther Blisset, è un'altra promessa (parzialmente) mancata. Parlo per me, ovviamente. Dopo aver letto "Q" il loro primo, e finora insuperato, libro. Ogni volta che usciva un loro volume, sempre li ho presi, e letti. Ma nessuno ha più raggiunto quella vetta narrativa. Manituana, per certi versi è molto interessante, per il taglio storico che ha e per le riflessioni che, almeno in me, ha fatto nascere intorno al mito della lotta di liberazione delle colonie americane ed intorno al destino dei popoli nativi che intorno a questa vicenda si è intrecciato. Per il mettere in dubbio appunto, la totale bontà di questa lotta di liberazione. Per tentare di chiarire, come di fatto è stato, che i nativi siano passati da una padella (gli inglesi) ad una brace ben più ustionate (gli americani). E di come questi abbiano accelerato tutti i processi di conquista e spoliazione delle nazioni indiane.
Però, al di là di questi interessanti spunti, la narrazione non è sempre all'altezza. Molte parti, sopratutto quelle sui presunti indiani londinesi, ed alcune descrizioni di episodi minori, sembrano più un riempitivo, che un reale contributo di comprensione alla storia. Anzi, quella degli indiani londinesi, mi è sembrata sinceramente una cosa appiccicata lì, senza alcun costrutto. Però nel complesso si fa leggere. Ma sinceramente, Q resta insuperabile.












