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domenica 19 febbraio 2012

Canazei - La Chiesa

Sciare non è un'attività che si sposa bene con lo sketchcrawl. Si può fare, ma è molto difficile. Per via del tempo a disposizione e delle oggettive condizioni ambientali in cui ci si trova a disegnare. E così, escluso di disegnare mentre si è in giro per i campi di sci o sugli impianti di risalita, visto il freddo ed il vento che in genere si patiscono, tempo ne rimane davvero poco.
Ma qualche volta che si torna a casa un po' prima, rimane ancora del tempo da dedicare all'acquerello. Occorre allora esser veloci, che il freddo cala rapido e gela le mani ed il colore. E così il bosco prende forma in un secondo momento, nel caldo tepore della stanza d'albergo.


Canazei, Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Acquerello e Matita
Febbraio 2012

mercoledì 2 marzo 2011

Dolomiti, Canazei. Tornando a casa.

Finisce la giornata di sci. Si torna in albergo percorrendo un piccolo sentiero in mezzo alla neve, accanto al torrente. In fondo alla valle, laggiù verso il borgo di Alba, dove la valle di Fassa va quasi a chiudersi contro l'arco delle montagne sotto la Marmolada, i raggi del sole morente vanno a colpire le cime. Ed ecco che è quella che qui chiamano l'enrosadira. I monti si infiammano di rosa fino a scurire nella notte. Lo sguardo non sfugge a questo spettacolo. E mentre siamo lì a guardare rapiti, ecco che un'aquila sale lenta a spirale verso il cielo. Le mani si cingono. In silenzio.



Canazei (Cianacei), Val di Fassa - Dolomiti
Acquerello e Matita
Febbraio 2011

lunedì 21 febbraio 2011

Dolomiti, Canazei

E' verso sera e nevica fitto. Fiocchi sottili. Dal caldo della stanza, fuori la finestra si vede il bosco scuro di abeti verso il greto del torrente Avisio. Ed in mezzo al bosco una casa, con il tetto candido di neve e una finestra da cui si vede una luce accesa. Segno della vita che ci scorre dentro.

Dalla finestra dell'Hotel Engels - Canazei
Acquerello, Penna G-Tec-C4
Febbraio 2011

PS : Mi scuso per la qualità dell'immagine, non avendo dietro scanner ho fatto una foto alla pagina dello sketchbook, e con il flash. Non proprio il massimo direi.

domenica 16 agosto 2009

Vacanze d'alta quota #2

Strada. Dopo Passo Fedaia sotto la Marmolada, si scende verso Canazei. C'è ancora neve e ghiacciaio, lassù. Si arriva ad Alba, e si prende la funivia per il Ciampac. Il tempo promette pioggia, e le nuvole gravitano sopra di noi. Speriamo almeno non si abbassino.
Si inizia a camminare sopra questi prati enormi in alta quota, e abbastanza presto si arriva sul crinale. La temperatura aiuta, è quasi freddo. Sulla cresta tira vento, e dopo un po' di cammino incontriamo un piccolo branco di cavalli al pascolo brado. Si avvicinano curiosi, e vengono quasi a chiedere qualcosa da mangiare. Si continua fino alla cima più alta del Son l'Aut, a circa 2500 metri. Si scherza, lassù, mimando improbabili voli. Ma la mente vorrebbe.

Poi si scende, veloci, fino alla baita di Tony Valeruz, dove approfittiamo della pioggia che arriva per entrare, e gustarci un'ottima polenta con gulasch. Un cibo non propriamente estivo!! Appena spiove esco fuori a catturare il verde umido dei prati.




Tornando in albergo una piccola sosta nel borgo ladino di Penia, un giro a piedi nei dintorni, dove a piccoli gruppi di case viene dato l'onore di un nome. Lorenz e Vera. Tutt'attorno campi e campi di foraggio, con le donne che ancora tagliano a falce.




1. La cresta della Crepa Neigra al Ciampac
2. Il Borgo di Vera a Penia

Dolomiti Ladine - Canazei

Acquerello e matita su Moleskine Folio A4
Luglio 2009

domenica 9 agosto 2009

Vacanze d'alta quota #1

Quest'anno, dopo un secolo, siamo tornati in montagna. Quella vera. Una settimana sulle Dolomiti, fra Civetta, Cortina e Canazei. Decine e decine di chilometri. Zaino in spalla, poco cibo, acque e salite, discese, rifugi, bacche, sudore, torrenti, laghi alpini, cime, paesaggi mozzafiato. La fatica che pensi di non riuscire più a fare, e che invece scopri possibile. La gioia di arrivare dove volevi. Parlar poco e saper condividere, cibo pensieri e fatica. Sentirsi in sintonia, con se stessi e gli altri. Esser felici, magari solo per un attimo.




Si parte dalla strada che collega Pocol e Passo Giau. Inizia nei boschi su di una stradina, poi diventa più ripida in sentiero e si passa fra abeti e massi in mezzo a una fioritura di rododendri mai vista. Dicono che sia per via dell'inverno generoso di neve (in alcuni punti ne ha fatta fino a nove metri). Dopo una bella camminata si arriva al Rifugio Palmieri, sotto il gruppo della Croda da lago, e sulla riva del lago omonimo. Un posto bellissimo ed un acqua trasparente. Ci fermiamo al rifugio per uno spuntino, mentre io mi seggo e disegno quel che vedete. Il rifugio è pieno, più che di camminatori, di attempate "babbione" romane arrivate fin qui con i fuoristrada (scopriamo esserci una strada che dopo un lungo giro da Cortina porta fin qui). Beh, ci tocca sorbirci le solite chiacchiere vuote e vacanziere di chi non sa come riempire le proprie giornate. Dopo uno strudel decidiamo di staccare, s'è fatta ora di riprendere a camminare. Facciam su lo zaino e decidiamo la strada. Invece di ritornare per dove siam venuti, gireremo attorno al gruppo della Croda. Dalla carta si capisce che avremo quasi il doppio di cammino rispetto alla prima parte e la guida descrive la Val Formin come bella, ma bisognosa di costante e ferma attenzione. Prendiamo allora il sentiero che dopo un'ora di dolce ascesa ci porta alla forcella Ambrizzola. Di lì svoltiamo a destra e siamo dentro a delle praterie d'alta quota che conducono, dopo un duro strappo in pietraia, fino al col Formin, punto più alto della giornata a circa 2500 metri. Breve sosta per un sorso d'acqua ed inizia la discesa, che si rivela ben presto quasi un incubo. Niente di difficile, ma almeno 5 chilometri in mezzo ad un labirinto di massi e ghiaioni, con continui salti che mettono a dura prova le ginocchia già stanche. Finalmente spiana e si arriva di nuovo al bosco. Qualche chilometro ancora ed eccoci di nuovo alla partenza. L'albergo diventa un luogo desiderato. A letto presto. Sonno senza sogni.


I monti attorno la Croda da Lago
Dolomiti Bellunesi
Acquerello e matita.
Luglio 2009