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giovedì 9 aprile 2009

Cartoline da Istanbul - 7 - Attorno a Küçük Aya Sofya Camii



La chiesa dei Santi Sergio e Bacco fu iniziata nel 527, primo anno di regno di Giustiniano I. All'inizio del XVI secolo venne trasformata in moschea. È nota come Küçük Aya Sofya Camii ("moschea della piccola Santa Sofia") per affinità architettoniche con la famosa basilica di Hagia Sophia, con cui condivide l'architetto progettista.

Acquerello, matita e penna Pilot G-Tec-4
Giugno 2008 - Marzo 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Cartoline da Istanbul - 6 - Attorno al Mercato delle Spezie

Camminiamo dentro ed intorno il Bazar delle Spezie. C'è veramente di tutto. Frutta, spezie, aromi e ciafrusaglie di ogni tipo. Un via vai incessante di uomini, donne e bambini. Grida di venditori. E colori, colori, colori. Ed odori. Dolci, acri, di ogni tipo. Umanità.

Alzo gli occhi e ad un angolo di strada, la piccola cupola di un palazzetto, ora malandato, ma che sembra sopravvivere ad un modesto splendore d'altri tempi. Ed in cima, contro il cielo, come quasi ad abbracciarne un piccolissimo spicchio, ecco una bellissima mezzaluna di ottone.




Tetti attorno al mercato delle spezie.
Acquerello e matita
Giugno 2008 - Marzo 2009

sabato 28 marzo 2009

Cartoline da Istanbul - 5 - Dentro il palazzo Dolmabahce

Dai piccoli fori sul soffitto a nido d'ape, chiusi con una cupolina di vetro, entrava sempre una luce attutita, che creava una penombra. E con i vapori che salivano dall'acqua calda, del bagno turco, si creava un'atmosfera di mistero.



All'interno del bagno turco nell'harem del Palazzo Dolmabahce.
Acquerello e matita
Giugno 2008 - Febbraio 2009

martedì 17 marzo 2009

Cartoline da Istanbul - 4 - Santa Sofia



Cartoline da Istanbul - Davanti Santa Sofia
Giugno 2008 - Marzo 2009
Acquerello e matita su Moleskine

mercoledì 11 marzo 2009

Cartoline da Istanbul - 3 - L'ingresso alla Moschea Blu



Cartoline da Istanbul - L'ingresso alla Moschea Blu
Giugno 2008 - Marzo 2009
Acquerello e matita su Moleskine

lunedì 9 marzo 2009

Cartoline da Istanbul - 2 - L'arrivo e la Moschea Blu

Inizia con una aereo quasi perso ed una corsa incredibile a Fiumicino. Quasi si rinuncia a partire. Insisto. Arriviamo al check-in all'ultimo istante, dopo aver abbandonato la valigia e stipato tutto nelle sacche a mano, come piccoli profughi !!

Siamo ad Istanbul dopo un paio di ore. Vedere la città dall'alto è già un bellissimo viatico. Minareti dappertutto. Poi un lento fluire dall'aeroporto all'Hotel Eresin, in pieno quartiere Sultanhamet, subito sotto la Moschea Blu. Dal roof-garden dell'Hotel si gode di una vista a trecentosessanta gradi. Da una parte il Mar di Marmara e dall'altra la Moschea, e laggiù in fondo la città che pulsa con i suoi mille e mille suoni.

Tutto è pronto per farsi scoprire.


Cartoline da Istanbul - La Moschea Blu
Giugno 2008 - Marzo 2009
Acquerello su Moleskine

martedì 3 marzo 2009

Cartoline da Istanbul

L'inizio dell'estate 2008 è stato ad Istanbul. Città a metà tra Oriente ed Occidente. Città piena di vita e di contrasti. Di ogni tipo. Ma viva, caotica ed interessante. Anzi di una bellezza conturbante. Ricca. Di tutto. Storia, suoni, colori, umanità, odori.
E s'è lasciata dietro appunti di viaggio, acquerelli e foto. Che pian piano trovano un lor o ampliamento e che sto ricostruendo. In un piccolo diario grafico di viaggio, sulle pagine amate ed a volte odiate della fida moleskine.

Le mie "Cartoline da Istanbul".




Cartoline da Istanbul - La città ed il suo profilo, al tramonto
Giugno 2008 - Marzo 2009
Acquerello, Matita e Penna Pentel G-Tec-4 su Moleskine

domenica 6 luglio 2008

La Porta ad Oriente #4

Arrivati ad Istanbul, telefono subito al mio amico che non conosce il turco. Ci dovremmo vedere la sera a cena, perchè il giorno dopo volerà a Teheran. Purtroppo a causa di un contrattempo la cena insieme salta, ma al telefono ci racconta di alcuni piccoli luoghi vicino al nostro albergo dove andare a curiosare.
E così usciamo subito, e proprio in fondo alla strada c'è uno scrigno di bellezza unica. Una piccola moschea popolare, con davanti un giardino che sembra incantato, pieno di piante ombrose e circondato da portici con divani dove si può stare a prendere il the, leggere e godersi la calma ed il fresco.
Poi usciamo da lì, e sulle panchine davanti alla moschea incontriamo due anziani signori con la barba bianca e cappellino intenti a chiacchierare e a togliere le infiorescenze da foglie di tiglio. Inizia allora con loro un dialogo fatto di gesti e di parole nelle nostre rispettive lingue. Nessuno di noi capisce ciò che dice l'altro, ma ci capiamo benissimo a gesti su cosa sono e a cosa servono i fiori di tiglio. Alle tisane calmanti per la gola che se ne traggono. E che belli i loro sguardi così fieri, e che sorrisi hanno questi due anziani signori, così belli da chiedergli di poterli fotografare.
E mentre A. li fotografa e continua il dialogo surreale con loro, mi siedo in un angolo del cortile e traccio velocemente l'unico minareto che sovrasta la Piccola Santa Sofia.


Küçük Aya Sofya Camii - Istanbul

Acquerello e Matita su carta Moulin du Coq le Rouge
Giugno 2008

venerdì 27 giugno 2008

La porta ad Oriente #3

Dalla terrazza dell'Hotel in pieno quartiere Sultanahmet si gode una vista incredibile. Da una parte il mare, con la baia di Istanbul e l'imboccatura del Bosforo. Decine e decine di navi alla fonda in attesa del transito verso il Mar Nero. Dall'altra la Moschea Blu, che svetta con i suoi sei minareti sopra un mare di tetti di ogni tipo. Colori, panni stesi ad asciugare, case diroccate e case popolari. Case di ricchi. Gente sui terrazzini. E quel rumore di fondo fatto di traffico e di un parlare quasi gridato che ti fa capire che questa è una città che vive a tutte le ore.
E sopra tutto questo le grida di gabbiani ed il canto dei muezzin che si rispondono l'un l'altro dalle moschee, i cui minareti spuntano tutto intorno.




I tetti di Sultanahmet - Istanbul

Acquerello su carta Moulin du Coq "Le Rouge"

Giugno 2008

mercoledì 25 giugno 2008

La porta ad Oriente #2

Sta sulla scala della Moschea Nuova, davanti alla grande piazza dove il ponte di Galata attraversa il Corno d'Oro. Proprio accanto a dei venditori di becchime pronti a fare foto ai turisti che lo comperano per darlo ai piccioni, un po' come succede a Venezia ed in altre mille piazze del mondo.
Il sole batte sulle pietre bianche della scalinata e delle mura del cortile della moschea, ma lui con il suo abito scuro, il turbante e la sua barba bianca sembra indifferente a tutta la confusione che lo attornia. Ha un anello con una grande pietra rossa. Saranno almeno 5 centimetri di diametro, ed è incastonata su una montatura in argento altrettanto enorme. Tanto, che rende la mano simile a quella di un piccolo nano.
Ed ogni tanto, il suo sguardo perso nel sole e dietro la folla, si risveglia al suono di un telefono cellulare, a cui risponde con fare veloce e incomprensibile. Almeno per me.
Chissà di cosa parla un uomo così. Un uomo con la barba ed il turbante, che sembra ancora legato ad un'altra epoca, ma che invece è così pronto ad utilizzare quello che questa di epoca gli offre.


Sulle scale della Moschea Nuova - Istanbul
Matita ed Acquerello, su carta da schizzi W&N
Giugno 2008

martedì 24 giugno 2008

La porta ad oriente

Andare ad oriente. Aprire una porta su di un mondo che cambia. Guardare dall'altra parte, verso quella costa che sai essere Asia. Un braccio di mare che taglia in due i continenti. Da una parte l'Europa e dall'altra l'Asia. Un Asia così vicina da poterla toccare, eppure a volte così lontana.
Aprire il proprio animo, cercare di capire, guardare a tutt'occhi ed anche di più. Così è bello essere ad Istanbul.

Istanbul
Acquerello su Carta Moulin du Coq
Giugno 2008