venerdì 7 settembre 2012

Turchia - Fethiye (2)

Al mattino è una delizia stare sulla veranda con il mare di fronte. Il sole sorge dalla parte opposta e l'isola ci protegge dal caldo con la sua ombra. La frutta e lo yougurt abbondano, insieme a succo di ciliegia, miele e caffè


Decidiamo di fare una gita su un caicco a motore. Una barca costruita con fasciami di legno e non troppo grande. Ci saranno sopra una trentina di persone. Abbiamo visto caicchi ben più affollati e grandi.  Si parte per un giro che durerà tutto il giorno. Il tour delle dodici isole, tante sono quelle che emergono nella grande baia di fronte a Fethiye. In realtà ne visiteremo solo quattro, ma i luoghi dove ci fermiamo sono decisamente belli ed il mare veramente invitante. Immersioni con maschera e pinne, in cui i nostri vicini di casa ci insegnano a riconoscere le ostriche da mangiare appena tirate fuori dall'acqua. 


Durante la giornata, oltre che con le immersioni, mi diverto a disegnare, e come sempre accade molti dei nostri compagni di gita, vengono a curiosare. Uno in particolare è più audace degli altri e inizia una conversazione in un inglese accettabile. Mi racconta che è iracheno, di Kirkuk, che in realtà si trova nella parte curda del paese. Mi accenna a mezza bocca a Saddam Hussein per esser sicuro che ho capito bene da dove viene. Mi racconta che è un insegnante in una scuola tecnica, che è in vacanza con figlio e nuora, che vedo poverina esser l'unica in tutta la barca ad indossare un mostruoso costume da bagno alla maniera islamica, in pratica una larga muta che immagino sotto il sole rovente raggiunga temperature da altoforno !!! Gli chiedo di come sia ora la situazione in Iraq, e lui svicola un po' fornendomi una rassegnata e fatalista interpretazione "Prima della guerra c'era il petrolio e le compagnie inglesi ed americane che lo estraevano guadagnando milioni di dollari, ora   c'e ancora il petrolio e ci sono di nuovo le compagnie inglesi ed americane che lo estraggono guadagnando milioni di dollari. In mezzo la guerra. Una sintesi analitica perfetta della situazione. I ricchi sono rimasti ricchi, i poveri ancora più poveri e devastati dalla guerra.


Davanti casa viene sempre un pescatore, con la sua barchetta. A sera getta le sue reti per seppie e gamberi. Poi torna all'alba a riprenderle. Ci vediamo alle sei del mattino al moletto. Ci da un po' del suo pescato. A sera spaghetti con seppie e gamberi insieme ai nostri vicini. 


In paese vediamo un negozio di ceramiche. Ci colpisce la loro fattura, i disegni ed i colori. Sono molto diverse da quelle che abbiamo visto finora. Entriamo a curiosare. C'è un ragazzo simpatico che parla un ottimo inglese. Ci fa vedere i lavori e quando ci vede interessati tira fuori cataloghi di mostre e libri, spiegandoci i disegni legati alle varie tradizioni ed epoche. Molte sono sue produzioni e di altri artigiani che con lui collaborano in un laboratorio artistico. Ci sono anche dei quadri ad acquerello. Allora tiro fuori il mio taccuino. Si illumina, e scatta il feeling. Tira fuori dei libri sugli usi ed i costumi della Turchia con disegni miniati della metà dell'800. Superbi. Poi i discorsi si allargano, arte, situazione politica, situazione economica, storia, territorio, usi e costumi, tradizioni. Una splendida serata. Cenk è il suo nome.



Fethiye - Turchia

Acquerello e Matita su Moleskine
Luglio 2012

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