mercoledì 2 maggio 2012

Paludi, ferrovie e stazioni abbandonate

Ci passi davanti, le guardi e li per li vedi che c'è qualcosa di stonato. Fuori contesto. Fai fatica a capire, ma solo perché le guardi con gli occhi di oggi.  Se li chiudi, gli occhi, e immagini il tempo passato, e poi li riapri e le guardi con occhi nuovi e consapevoli, allora capisci. Non sono poi tanto fuori contesto. ne apprezzi la forma e pensi a tutto quello che è stato. A chi da li è partito o è tornato. Fino a quando. E se qualcuno c'è ancora che ha memoria diretta di quello che era.

E' questa l'idea che mi gira nella testa da un po' di tempo. Ci faremo un lavoro su questo. Voglio capire, cercare, vedere, ritrarre e se trovo testimonianze dirette, raccoglierle. 


Lo scorso lunedì ho approfittato di un paio di ore di libertà e sono andato a Ninfa. Poco sopra il laghetto c'è la vecchia stazione ferroviaria Norma-Ninfa, ormai diventata abitazione privata, ma con ancora segni evidenti della sua antica funzione. Base a matita HB, poi penna a china Pentel Slicci ed acquerello.

1 commento:

pierop ha detto...

Nel centro di Gaeta c' è la stazione dove arrivava la littorina da Formia. Ora è diventata un bar e punto di ritrovo con TV e videogiochi.
L' ultima corsa credo sia stata nel 1965, ho vaghi ricordi di qualche viaggio, e di un ferroviere che la sera metteva i vetri rossi ai fari posteriori...come se servissero a qualcosa: era una linea a binario unico su cui andava solo quella littorina !
Però di giorno la linea in effetti serviva anche ai treni che trasportavano le bottiglie della vetreria. Un paio di binari passavano accanto alla stazione, attraversavano la strada ed entravano a caricare sotto capannoni di ferro: un vero pezzo di archeologia industriale che sta per scomparire.