mercoledì 27 settembre 2006

Note dalla terra pontina - Torre Astura

E’ magico il luogo.
Un castello sorge su una piccola punta che va nel mare. E poggia sui resti di un’antica peschiera romana. Un piccolo ponte ad arcate che collega il castello alla terra ferma. Le vasche diroccate della peschiera subito dietro, con i vecchi manufatti della villa romana in opus. Il mare tutto pieno di resti, mattoni, ciotoli, pietre. Si respira il passato e la storia. A destra, verso nord diversi chilometri di spiaggia selvaggia fino a Nettuno. A sinistra verso sud la lingua di sabbia fino alla foce del fiume Astura, e poi giù verso il Circeo, altro mitico luogo di maghe ed eroi erranti, che di intravede all’orizzonte, sull’altra punta del golfo. Alle spalle una enorme pineta (quasi) immacolata, e una bellissima casa rosa. E di fronte il mare. A perdita d’occhio verso le isole Ponziane.
Luogo salvato dallo scempio perché dentro una zona militare. Visitabile solo durante i weekend. Anche se tanti anni fa, da ragazzi, si saltava la rete della zona militare e si andava di straforo in spiaggia.
Luogo di silenzi e di vento che soffia, da stare a guardare il mare e sentire l’odore di salsedine e pineta. Luogo invernale soprattutto, col mare gonfio di flutti che si rompono sulle mura del castello. Luogo dove guardi dentro te stesso. Luogo meraviglioso per stare a dipingere. Luogo d’incanto per l’amore della tua donna. Luogo dai profumi intensi. Luogo di storie terribili e di inganni come quello toccato a "Corradino di Svevia".
E’ magico il luogo.


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Torre Astura, la sulla punta del golfo.
Acquerello
2004


Cenni Storici

"Astura" è una vasta area archeologica in cui si distinguono il complesso del castello e la Torre Pentagonale che poggia sui resti romani; citata da molti autori classici, Cicerone, Livio, Plinio, Svetonio, che ne parlano a proposito del fiume e la menzionano come luogo di soggiorno estivo, o come scalo, sia marittimo che terrestre, prende il nome probabilmente da 'Astur', un uccello della famiglia dei falchi. Le ultime notizie su Astura in età romana risalgono agli imperatori Settimio Severo e Caracalla; segue, poi, un vuoto fino al X secolo. Le invasioni barbariche provocano il suo abbandono, la decadenza e la diffusione della malaria. Un documento del 23 ottobre 987, custodito nella Biblioteca Vaticana, certifica l'atto di donazione di un piccolo podere accanto al porto di Astura, da parte del conte Benedetto Tuscolani e sua moglie, per la redenzione della loro anima e il perdono dei loro peccati, a Leone, abate del monastero dei Santi Bonifacio e Alessio. Ai conti Tuscolo si deve la prima fortificazione di Astura di cui, però, non è rimasto niente. Probabilmente, il complesso era costituito da un edificio rudimentale, isolato e cotruito con il materiale di recupero dei resti romani; sicuramente possedeva una notevole capacità difensiva poichè intorno ad esso si sviluppò un nucleo abitato di cui danno testimonianza alcuni documenti databili tra l'XI e il XII secolo.
Nell'XI secolo troviamo in Astura un monastero.
Nel 1141, il conte di Tuscolo Tolomeo, occupando Astura, costrinse l'abate Riccardo a chiedere per lui querela al papa Innocenzo II; ma, nel 1163, Gionata, figlio di Tolomeo, ottenne l'isola e il territorio circostante, in enfiteusi, come testimonia un documento pubblicato da Merlini. Un documento stipulato da Romani e Genovesi nel 1166 che sanciva la libertà di commercio, lascia supporre che in quel tempo esistesse in Astura un porto fiorente: dai Tuscolani Astura passò in mano ai Frangipane, ma ci è ignoto in che modo. Un documento del 1193 ci permette di constatare l'esistenza di una rocca e di un castello, poiché la sua posizione strategica rende Astura fondamentale punto di difesa di questa parte di territorio. Sarà costruita anche la torre, importante al punto tale da apparire nello stemma di famiglia dei Frangipane, insieme a due leoni: torre e castello poggiavano sui resti dell'antica pescheria romana.
La torre, un tempo di forma quadrata, aveva un ingresso sopraelevato, accessibile mediante una scala di legno amovibile: l'ingresso al castello avveniva attraverso un ponte di legno poggiante sugli orli delle vasche romane. La tecnica muraria è quella tipica del XIII secolo, a tufelli rettangolari con poca malta.
Lo schema fortilizio marittimo tendeva ad allontanare dalla costa il maschio, decentrandolo rispetto al recinto, per collocarlo in una posizione di assoluta sicurezza: le spesse pareti della torre, esposte al mare, fungevano da frangiflutti e non temevano i colpi di arma da getto. Nel 1268 Torre Astura fu teatro del famoso tradimento ai danni di Corradino di Svevia, nipote di Federico II».
«Successivamente, sotto il dominio della famiglia dei Colonna, Astura decadde come centro abitato ma continuò ad occupare un ruolo importante come fortezza. A questo periodo (metà del secolo XV) risale la Torre Pentagonale, ricostruita completamente sulla fondamenta di quella medievale: nel lato Nord vengono aggiunte due pareti per favorire l'installazione di una rampa di scale in muratura. Viene innalzata anche una parete in muratura con finestrelle ad archetto che correva a circa 4 metri di distanza dal recinto medievale, al di sopra di vani ricavati per l'alloggio.
Nel 1594 torre e castello passano alla Camera Apostolica che li rende parte integrante di un cordone difensivo litoraneo contro l'invasione sempre più frequente dei Turchi.
È di questo periodo l'aspetto attuale del complesso: le strutture medievali si inspessiscono, si rinforza la base della torre con una muraglia a scarpa, il maschio, non più in funzione prevalentemente difensiva, è collocato al centro di un ampio recinto con la costruzione di una cortina fornita a Sud di feritoie per ospitare le bocche di fuoco per il tiro radente. Chiusa la porta originale sul fronte Nord, fu ricavato un accesso lungo la parete Est.
Nell'interno del castello, la creazione di ambienti sotterranei innalzò il piano del capestìo, mentre sulle due murature parallele fu impostata una robusta volta a sostegno del ballatoio. Tutto il vecchio nucleo medievale, poteva, in caso di necessità, essere isolato».

La poesia di Aleardo Aleardi "Corradino di Svevia"

Mutiam dolore. Sull’estremo lembo
De la cerulea baia, ove i fastosi
Avi oziar nei placidi manieri,
Ermo, bruno, sinistro èvvi un castello.
Quando il corsaro fe’ quest’acque infami,
La paura lo eresse. Ivi da lunghi
Anni una fila d’augurosi corvi
È condannata a cingere volando
Ogni mattin le torri: ivi sui merli,
Fingendo il suono di cadente scure,
La più flebile fischia ala di vento:
Ivi pare di sangue incolorata
L’onda che sempre ne corrode il fondo:
Poi che una sera sul perfido ponte,
A consumar un’opera di sangue,
In sembianza di blando ospite stette
Il Tradimento.
Vuoi saperne il nome?
O fida come il sol, tu che non sai
Che sia tradire, deh! sègnati in prima
Col segno de la croce, Itala mia.
È il Castello d’Astura.
Un giovinetto
Pallido, e bello, con la chioma d’oro,
Con la pupilla del color del mare,
Con un viso gentil da sventurato,
Toccò la sponda dopo il lungo e mesto
Remigar de la fuga. Aveva la sveva
Stella d’argento sul cimiero azzuro,
Aveva l’aquila sveva in sul mantello;
E quantunque affidar non lo dovesse,
Corradino di Svevia era il suo nome.
Il nipote a’ superbi imperatori
Perseguito venìa limosinando
Una sola di sonno ora quieta.

10 commenti:

bardamu ha detto...

il luogo è magico, e l'acquerello bellissimo..

kiakkio ha detto...

sono d'accordo con Bardamu.
stavo pensando che raggiungere questo blog è un po' come arrivare in cima alla collina dove poter guardare le cose da lontano, con calma, in pace.

Mastro Pagliaro ha detto...

leggere queste cose di prima mattina fa iniziare bene la giornata, per colpa tua ho la testa altrove....
ciao

Luc ha detto...

@Mastro
Caro Alberto,
leggere questo tuo commento di prima mattina, anche a me fa iniziare bene la giornata, che già lo so, sarà durissima. Sono sicuro che l'altrove delle tua testa, sicuramente partorirà delle buone cose durante il giorno.
Buona Giornata

@kiakkio
Massimo, che bello quello che mi dici. Spero che la salita non sia troppo faticosa. Grazie.

@bardamu
Duccio, grazie anche a te per le belle parole. L'acquerello è così perchè è il luogo che lo è. Spero un giorno di poterci andare assieme, quando capiti da queste parti. Meglio se d'inverno.
Stai preparando i pacchi e i pacchetti ?

kiakkio ha detto...

la fatica non si sente quando siamo distratti dal paesaggio :)

p.s.: mi chiamo Francesco... Massimo è mio padre :)

Luc ha detto...

Opsss ... che gaffe !! Scusami veramente tanto Francesco. Nella foga ho confuso ... non so perchè. Forse perchè ero andato a vedere il sito di Massimo. Ma cmq credo che non sia così grave ;^)

kiakkio ha detto...

ma quale gaffe, figurati :)

Merisi's Vienna For Beginners ha detto...

L'acquerello della Torre Astura mi piace tanto. Mi viene voglia di tornare in Italia ...
Saluti da Vienna,
Merisi

Luc ha detto...

@Merisi's Vienna For Beginners > Grazie per la visita. E torna a trovarmi sul blog, e anche in Italia. Torre Astura merita una visita. E' un posto bellissimo.
Ciao
Luc

Anonimo ha detto...

Un po' Pratt, un po' Gipi, un po' Monet... che bellezza! Grazie
(anche per il post sul mio blog)!